Cenni storici

La Storia delle Manipolazioni vertebrali si può dividere in quattro grandi capitoli.

  • Nell’antichità le prime tracce si trovano nella medicina cinese (Manuale del Kong – Fu 2000 a. C.), in Egitto (1500 a.C.) e poi in Ippocrate e Galeno. Tissot allievo di J.J. Rousseau nel 1781 pubblica il libro “Ginnastica medica e chirurgica” in cui riprende le manovre di Ippocrate. H. Ling, l’inventore della “Ginnastica Svedese”  e maestro d’armi, ha per primo codificato alcune tecniche manipolative, che pare abbia desunto dal libro di Tissot e dalla traduzione del Kong Fu fatta alla fine del 700 da padre Amiot. I suoi allievi hanno poi diffuso le tecniche kinesiterapiche in Europa, in Australia e negli Stati Uniti.
  • Il vero iniziatore della moderna terapia manipolativa è però un medico di Kirksville (USA), A.T. Still (1830-1917) che inventa e sperimenta un gran numero di tecniche manipolative della colonna. Still, attorno al 1874, si convince che la medicina del suo tempo non sia in grado di far fronte alla maggior parte delle malattie e sulla base dei successi da lui ottenuti con le sue manipolazioni elabora una dottrina medico-filosofica, che individua nella  “lesione osteopatica” della colonna la causa di una perdita delle difese o di immunità naturali da parte degli organi, che vengono cosi’ attaccati dalla malattia. A questa dottrina dà il nome di OSTEOPATIA. La diagnosi consiste nella ricerca della “lesione osteopatica” a mezzo di una fine palpazione, con cui viene ricercata la anormale posizione della vertebra nello spazio e la perdita della normale mobilità. A partire dal 1892, Still fonda diverse scuole mediche, ove, oltre ad insegnare la medicina tradizionale, viene insegnata l’Osteopatia. Queste scuole, con il tramontare delle idee di Still, divengono normali Università mediche, in cui l’apprendimento dell’Osteopatia e’ facoltativo e sempre meno seguito. Dal 1963 i “Colleges of Osteopathic Medicine” sono parificati negli U.S.A. alle altre Università di Medicina e la grande maggioranza dei Diplomati esercita solo la Medicina e le sue specialità.
  • La CHIROPRATICA sorge in U.S.A. attorno al 1895 ad opera di un commerciante di Daveport, D. Palmer, che riprende il concetto osteopatico di lesione vertebrale (denominandolo sublussazione) che attraverso i nervi spinali, il simpatico e le arterie spinali, provocherebbe disturbi in tutti gli organi. La diagnosi viene fatta sia palpatoriamente che attraverso particolari radiografie (full spine) in cui si vedrebbero le malposizioni vertebrali dovute alle sublussazioni o blocchi; le manovre sono in genere “dirette” sulle vertebre. La chiropratica praticata da non medici, ha scuole in tutto il mondo. Ha un notevole successo di pubblico in America e soprattutto in Europa dove viene considerata dal pubblico, nonché e da alcuni medici come una dottrina d’avanguardia. Inoltre elementi di chiropratica sono entrati nelle dottrine di alcune scuole mediche manipolative, per esempio in quella tedesca.
  • L’Osteopatia arriva in Europa attorno agli anni ’20 per opera di Lavezzari in Francia e J. B. Mennel in Inghilterra. Quest’ultimo, professore di Medicina Fisica a Londra, ha il merito di introdurre le manipolazioni nella Medicina Fisica ospedaliera. La diagnosi e la terapia sono tipicamente osteopatiche, le radiografie servono solo a ricercare contro-indicazioni, ma le indicazioni sono ristrette ai disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico. J. Ciriax, suo successore, continua la sua opera, introducendo sue teorie sull’origine dei disturbi vertebrali e cioè che questi sarebbero dovuti soprattutto a spostamenti del disco o di menischi articolari. I suoi concetti sono alla base delle teorie di Mc Kenzie. Le manipolazioni sono stereotipe, spesso associate a trazioni esercitate da uno o due assistenti. Ciriax sviluppa però anche un sistema terapeutico per le lesioni degli arti basato su manipolazioni, infiltrazioni, deep massage (Medicina Ortopedica). Contemporaneamente in Inghilterra nasce una scuola che effettua le manipolazioni in anestesia generale (Manipolative Surgeons). E’ evidente quanto sia rischioso questo metodo, che ormai sopravvive solo in ortopedia come “mobilizzazione forzata in narcosi”, ma che è quasi abbandonato.
  • Ai lavori di Maigne (1960) si può far risalire il passaggio della Medicina Manuale dall’empirismo alla scienza. Infatti Maigne ha alcuni meriti fondamentali:
  1. Messa a punto di una semeiotica vertebrale chiara e ripetibile per tutti, basata sulla ricerca del dolore (e non su quella di una ipotetica posizione di una vertebra) a livello di ogni singolo segmento vertebrale, mediante test di provocazione del dolore .E’ quindi descritto un disturbo doloroso funzionale (Derangement douloureux intervertebrale mineur DDIM, o minor intervertebral painfull disfunction MIPD).
  2. Ricerca con un metodo semplice ed efficace dei fenomeni metamerici di dolore riferito di origine vertebrale, nota come Sindrome Cellulo-Periosteo-Mialgica (S.C.P.M.)
  3. Descrizione delle manovre manipolative su base cinesiologica obbiettiva.
  4. Descrizione, sempre su questa base, di numerosi quadri nosologici nuovi, e di nuove interpretazioni patogenetiche in tema di dolore vertebrale.
  5. Elaborazione di una regola precisa (Regola del NON DOLORE) per eseguire le manipolazioni sulla base della semeiotica vertebrale.
  6. Rigorosa osservazione clinica, ricerca anatomo-patologica e ricerca bibliografica ampia per documentare i fenomeni osservati.

Inoltre Maigne inizia a Parigi il primo insegnamento Universitario Statale della Medicina Manuale con regolare diploma a seguito di esami, insegnamento che si diffonde in numerose università:  sono 13 attualmente in tutta la Francia.

Maigne ritiene che causa di molte  patologie vertebrali  sia un “Disturbo Intervertebrale Minore” (D.I.M. ) cioè una disfunzione dolorosa, benigna, di natura meccanica e riflessa, generalmente reversibile, del segmento mobile vertebrale, cioè dell’articolazione tra due vertebre, che comprende disco, articolazioni interapofisarie, e tutti gli altri elementi legamentosi, muscolari e nervosi.

Riepilogando :

l° PERIODO= Antichità

2° PERIODO= A.T. Still Osteopatia: Le manipolazioni sono impiegate per trattare tutta la patologia organica, sia somatica che viscerale.

3° PERIODO= J.B. Mennel e E.F. Ciriax: Le manipolazioni sono riservate alla patologia muscolo-scheletrica ma con criteri ancora osteopatici.

4° PERIODO= R. Maigne: le manipolazioni sono riservate alla patologia muscolo-scheletrica ma con criteri totalmente nuovi, obiettivi e scientifici di diagnosi e cura.

Prospettive future della Medicina Manuale:

5° PERIODO= Integrazione totale nella medicina:

  1. La Neurofisiologiadel dolore vertebrale benigno sta muovendo i primi passi: devono essere compresi i complessi meccanismi delle disfunzioni e del dolore vertebrale.
  2. La Diagnosi di Medicina Manuale, che permette di comprendere molto più di quanto le immagini non ci dicano, dovrà essere patrimonio comune a tutti gli specialisti dell’apparato muscolo-scheletrico. E’ però indispensabile uniformare i criteri di diagnosi, onde le ricerche siano più mirate, e utilizzare al meglio le diagnosi strumentali.
  3. La Terapia: la manipolazione vertebrale dovrà essere solo una delle opzioni possibili. Si devono precisare esattamente i confini del suo uso nell’ambito di una terapia multimodale.